L’8 maggio 2024 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è stata pubblicata la IV Direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive) conosciuta anche come Direttiva “Case green”. Vediamo quali sono gli aggiornamenti e i requisiti.
Verso un parco immobiliare a zero emissioni
L’EPBD IV aggiorna le direttive precedenti e persegue obiettivi climatici ambiziosi: decarbonizzare il patrimonio edilizio europeo entro il 2050, ridurre le emissioni di gas serra e arrivare ad avere un parco immobiliare a emissioni zero. E, per la prima volta, viene inserito il concetto di “povertà energetica”: la Direttiva si pone anche l’obiettivo di garantire a tutti – soprattutto alle fasce sociali con più difficoltà economiche – la possibilità di vivere in case più efficienti dal punto di vista energetico. Il fine ultimo è quello di migliorare la vita delle persone nelle loro case e nei luoghi di lavoro e ridurre i costi delle bollette energetiche.
Cosa prevede l’EPBD IV
La nuova Direttiva è già in vigore e gli Stati membri hanno 2 anni di tempo per adattare le norme nazionali ai contenuti della direttiva. Nello specifico prevede:
> Strategie di decarbonizzazione entro il 2050
> Nuovi requisiti minimi da rispettare sia nel caso di nuove costruzioni che di ristrutturazione
> Edifici nuovi a emissioni zero dal 2028 per il settore pubblico, dal 2030 per i privati
> Incentivare il solare e altre fonti rinnovabili, riducendo gli impianti basati su fonti fossili
> Introduzione di sportelli unici secondo criteri di popolazione, geografici o amministrativi
> Introduzione di un passaporto per la ristrutturazione degli edifici
> Promozione di mutui ipotecari e strumenti finanziari adeguati
> Nuovi criteri per le classi energetiche
> Nuovi obiettivi per edifici del terziario e del residenziale.

Strategie di decarbonizzazione e Passaporto per la ristrutturazione
Apriamo due parentesi, una sulla strategia di decarbonizzazione e una sul “passaporto per la ristrutturazione”.
Il processo di decarbonizzazione prevede che:
> Gli edifici residenziali dovranno ridurre l’uso di energia primaria del 16% entro il 2030 e di almeno il 22% entro il 2035.
> Per gli edifici non residenziali gli Stati membri dovranno fissare dei requisiti minimi da rispettare: almeno il 16% entro il 2030 e almeno il 26% entro il 2033. Gli Stati poi dovranno garantire un progressivo calo dei consumi di energia, fino ad arrivare alle zero emissioni nel 2050.
> Gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a zero emissioni già a partire dal 2030, gli edifici pubblici hanno la scadenza anticipata al 2028.
Il “passaporto per la ristrutturazione degli edifici” è una sorta di tabella di marcia con gli interventi che si intendono realizzare da qui al 2050 per portare un edificio esistente a zero emissioni. Si dovranno inserire dettagli specifici su costi, risparmi stimati, classe energetica attuale e quella raggiungibile post intervento, entità della riduzione dei gas serra.
La Direttiva stabilisce che ogni Stato membro può decidere se rendere il “passaporto per la ristrutturazione” obbligatorio o meno e l’Italia lo ha introdotto come obbligo.
Centro per ragazzi - Conegliano (TV)
Ecovillaggio montale - Modena (MO)
Il patrimonio immobiliare italiano
Obiettivi, come abbiamo anticipato, ambiziosi e importanti. E qual è la situazione del patrimonio immobiliare italiano? Secondo il CRESME , nel 2022 in Italia sono state censite oltre 32 milioni di abitazioni, un numero elevato tanto da conferire all’Italia il primato in Europa per numero di case ogni 1000 abitanti. E gran parte degli edifici sono stati costruiti prima dell’applicazione di qualsiasi legge in materia di risparmio ed efficienza energetica. Circa il 20% degli immobili ha più di 100 anni, circa il 72% ha più di 43 anni e il 68,5% delle abitazioni ha una classe energetica compresa tra la E e la G.
Direttiva EPBD: un’occasione di sviluppo
I dati esposti ci fanno comprendere il grado di complessità e la mole di lavoro che bisognerà fare da qui ai prossimi 25 anni. Nei fatti si tratta di riqualificare milioni e milioni di edifici in tutta Europa, in un tempo tutto sommato breve. Un obiettivo stringente che solleva dubbi e preoccupazioni: il rischio di un aumento generale dei costi, la scarsità dei materiali, tempi prolungati. Ma è anche vero che sarà un’occasione di sviluppo che andrà colta e gestita. La Direttiva metterà le basi per un domani più sostenibile.
Rispettare la direttiva EPBD IV con il sistema costruttivo Isotex
Il sistema costruttivo Isotex – basato sull’utilizzo di blocchi cassero e solai in legno cemento – è la soluzione ideale per rispettare tutti i requisiti imposti dalla Direttiva EPDB IV. La tecnologia Isotex, infatti, permette di costruire in bioedilizia, edifici ZEB e NZEB. Pieno rispetto dei CAM e certificazione EPD per ogni singolo prodotto. Il sistema costruttivo Isotex è perfetto anche nel caso di riqualificazione di edifici esistenti.
















